giovedì 20 settembre 2007

In un caffè

Sento il fragoroso rumore dei capelli che cadono come alberi nella foresta, delle rughe che si aprono la via nella pelle e del lento e inesorabile franare delle cellule di tutto il corpo. Anche se sto fermo c’è qualcosa che si muove. Ho chiesto un caffé e aspetto, non so se alzerò la mano destra per prendere la bustina dello zucchero, oppure se userò la sinistra. Allora resto immobile a osservare la tazzina riempirsi, allineata con altre bianche tazzine lentamente colmate di liquido scuro.

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